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Tomba Tortima (Vito Pardo)

Vito Pardo (Venezia 1872-Roma 1933) si formò all’Accademia di Belle Arti di Venezia sotto la guida di Antonio Dal Zotto e divenne poi allievo di Giulio Monteverde a Roma.

Fu autore di numerose opere funerarie, di busti-ritratto e, nella maturità, di importanti monumenti celebrativi, tra cui quello ai Combattenti di Castelfidardo nelle Marche (1912). Nella salita del Pincio a Roma sono presenti numerosi suoi busti, tra i quali Lomonaco (1914) e Albini (1923).

Lo scultore è sepolto nella tomba Pardo (Circolare, riquadro 5), caratterizzata da un suo gruppo marmoreo raffigurante l’Invocazione (1922): una donna inginocchiata ai piedi della croce tende le braccia verso la figura di Cristo che si protende verso di lei per confortarla.

L’artista eseguì per il Verano molte altre opere, tra cui, oltre al monumento per la famiglia Sinigaglia, si possono citare la tomba Traversa (Pincetto Nuovo, riquadro 81), il bassorilievo sulla porta della cappella Manzi (Circolare, riquadro 3) e infine le tombe Telfener e Kellner non più in situ (già nel Quadriportico e nel reparto israelitico).